Sonora è la notte

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Domani pomeriggio, per la rassegna “Guida all’ascolto” organizzata dall’Associazione Musicisti di Ferrara (AMF), rispolvererò una conferenza che in passato ho già portato in giro.

Si tratta dell’analisi di alcuni brani di John Cage ispirati da cataloghi stellari.

Analisi che ho pubblicato nel 2013 sotto forma di articolo ne “Il Giornale di Astronomia”, house-organ della Società Astronomica Italiana, e che potete trovare sia su Research Gate che su Academia.edu col titolo “... e tornammo a riascoltar le stelle”.

L’appuntamento è alle 15:30 di domani alla Scuola di Musica Moderna di Ferrara in via Darsena 57.

La stessa scuola nella quale da Settembre insegno armonica.

A domani!

 

SZ

 

Signore e Signori, vi presento l’armonica (a 16 cilindri)

Alle 13:55 di Domani, Domenica 24 Novembre 2019, sarò alla manifestazione “Musica in Fiera” per presentare le Armoniche Suzuki, marca della quale sono endorser.

Accorrete numerosi, magari in moto.

É inutile dirvi di quale marca di moto sto parlando…

 

SZ

Astronomia, Fumetti, Jazz: tre argomenti divisi in due nuovi appuntamenti

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Domani sarà una giornata a dir poco interessante.

Il buon Vincenzo Cossu, organizzatore di una serie di dialoghi su “Fantascienza e Fantasy: Narrazione, Illustrazione e Graphic Novel”, mi ha invitato a prendere parte alla discussione collegandomi via skype, nel pomeriggio di domani mercoledì 25 Marzo, con l’Aula Magna dell’Accademia di Belle Arti Mario Sironi di Sassari dove la manifestazione avrà luogo.

Il mio intervento verterà sul mio modo di interpretare i rapporti tra scienza e fumetto, un rapporto che non vedo sempre in chiave divulgativa e che mi piace pensare possa avere anche una valenza diversa, se vogliamo “più alta”, come ho già raccontato in un post di qualche mese fa (1).

Alla sera, invece, suonerò all’Altotasso (2) di Bologna, un club oramai noto anche per la sua varia e coraggiosa programmazione musicale gestita da un grande amico: il pianista Alessandro Altarocca. Al mio fianco sul palco vi sarà un altro amico di vecchia data con il quale ho condiviso solo sporadiche jam session che ci hanno fatto sempre ipotizzare di poter un giorno collaborare.

Si tratta del chitarrista Domenico Caliri (3) al quale di recente la rivista Musica Jazz ha dedicato un bellissimo articolo-intervista. Domani il nostro duo compirà il primo passo nella costruzione del nostro nuovo progetto musicale da lui battezzato, guarda caso, Steps.

Divulgazione astronomica dal mattino al pomeriggio inoltrato, fumetto e astronomia immediatamente dopo e a seguire jazz.

Ecco il mio mercoledì. Non so cavalcare onde standomene in piedi su una tavola da surf, ma concedetemelo: voglio riguardarlo ugualmente come un mercoledì da leoni.

 

SZ

1 – https://squidzoup.com/2014/10/19/il-punto-della-situazione/

2 – http://www.altotasso.com/

3 – http://www.domenicocaliri.com/

 

 

E l’Eclissi Occultò l’Equinozio

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Domani avremo un doppio appuntamento astronomico.

Ricorrerà infatti l’Equinozio di Primavera, ma, come oramai sanno tutti, nel mattino sarà possibile godere di una eclissi parziale di Sole, un evento che ha fatto passare del tutto in secondo piano l’inizio della nuova stagione.

Per l’occasione, sarò impegnato con ben 175 bambini, alcuni di quinta elementare (primarie Monterumici), altri di terza media (secondarie De Andrè), alloggiati tutti in una strana scuola bolognese: un imponente edificio di ben sei piani che da fuori sembra più un avamposto militare italiano in Iraq che un istituto di istruzione.

Ho già incontrato una volta tutti i bambini per fare una lezione introduttiva sul fenomeno che osserveremo domani e sono rimasto colpito da un aspetto particolare:

ho iniziato e finito la mia spiegazione avvertendo l’uditorio che l’unico modo sicuro di osservare l’eclissi è dato dall’uso degli appositi occhialini con certificazione europea che, per l’occasione, qui in Osservatorio abbiamo ordinato in rete più di un mese fa in numero pari a quello dei bambini. Nonostante ciò, erano tutti interessati, ma che dico interessati?, incuriositi, … no, non va bene e sento di non possedere il termine giusto; insomma, l’unica cosa che davvero sembrava intercettare l’attenzione della media dei presenti (1) era la domanda se fosse o meno possibile osservare l’eclissi con vetri affumicati, negativi fotografici, occhiali da sole, lenti da saldatore, radiografie del femore della nonna, …

Le loro domande, precedute e prenotate da braccia tese in alto al limite della slogatura dell’omero, iniziavano tutte con: “Ma se io…” e continuavano con una imrpobabile soluzione al problema di sorprendere in sicurezza la nostra stella mentre si nasconderà per un po’ alla nostra vista.

Tutto ciò che tra un avvertimento e l’altro ho raccontato sull’eclissi – aiutato nel farlo da Matteo Gaspari (2) e Chiara Circosta, due laureandi in astronomia – sembrava non aver inciso in nessun modo sulla loro attenzione. So che non è così e che tra un giorno, un mese, un anno… la maggior parte di loro si ricorderà di quella volta che gli hanno raccontato quello strano fenomeno, ma l’impressione che ne ho tratto a caldo è che solo quanto c’è di pericoloso, proibito, vagamente splatter (occhi che puzzano di bruciato. Questa sì che è una novità!) può davvero fare breccia nella mente di un bambino.

So di non aver scoperto nulla di nuovo, ma in casi del genere più che in altri ci si rende conto di quanto forte sia una certa tendenza, non solo alla distruzione, ma anche all’auto-distruzione e, come mi capita sempre più spesso di fare da quando sono papà (a proposito: auguri ammé!), mi rallegro per averla scampata sempre, anche quando non c’erano i miei genitori a proteggermi.

Allora, lasciandomi andare a una facile battuta, mi sembra risultare ancora più evidente quanto lo scenario proposto da Darwin vinca sul cosiddetto Intelligent Design (qui di “intelligent” c’è ben poco…). La selezione naturale un tempo agiva anche così: tendi ad autodistruggerti? Molto probabilmente ce la farai e lascerai il gioco ad altri più fortunati o semplicemente meno agitati e sprovveduti di te.

Per l’occasione, ho preparato un piccolo pieghevole in formato A5 che ho inviato a tutte le sedi INAF nello stivale. Noi domani lo stamperemo e lo distribuiremo a tutti le migliaia di bambini che incontreremo nelle scuole e nelle sedi degli Osservatori italiani sperando di distogliere per qualche minuto l’attenzione dei ragazzi da tendenze autolesionistiche.

Non potendo linkare qui i pdf (se qualcuno sa come si fa, lo prego vivamente di farsi vivo con me per spiegarmelo!), vi propongo le quattro pagine sottoforma di jpg, quelle che vedete in alto in questo stesso post.

SZ

1 – vi erano anche dei disinteressati totali e dei nerd iperattenti, ma per fortuna si tratta di elementi a 4 sigma dalla media…

2 – Matteo è anche il gestore del blog dailybaloon (https://dailybaloon.wordpress.com/)!

 

 

Sfide Astronomiche di Frontiera: Cosmologia e Contratti

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Domani e dopodomani, presso la Palazzina dell’Auditorio dell’Accademia dei Lincei romana in via della Lungara 230, si svolgerà il meeting Astrofrontiere (1) organizzato da Stefano Borgani, Enzo Brocato, Fabrizio Fiore, Monica Tosi e Paolo Vettolani.

L‘incontro è di sicuro interesse: la comunità dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) si riunisce per parlare del futuro dei prossimi grandi progetti di ricerca che riguardano:

  1. ASTROFISICA DELLE STRUTTURE COSMICHE BARIONICHE
  2. SISTEMA SOLARE, SISTEMI PLANETARI E ORIGINE DELLA VITA
  3. COSMOLOGIA
  4. GRAVITA` E FISICA FONDAMENTALE

Una rapida occhiata al programma (2) rivela che alle 10:30 del 18, Michele Cantiello (3) si vignette-astrofrontiere-2farà carico di rappresentare la comunità di noi precari con un intervento intitolato “Il punto di vista dei postdoc”. Per un quarto d’ora porterà quindi una discussione sul futuro dell’astrofisica in direzione del tema “il futuro degli astrofisici”, quelli che, si spera, l’astrofisica la faranno.

Ho avuto modo di dare un’occhiata alla sua presentazione power point (in realtà, è stata preparata anche da Deborah Busonero (4), Marcella Di Criscienzo (5), Olga Cucciati (6), Imma Donnarumma, Giuliana Fiorentino (6), Marco Gullieuszik (7), Francesca Panessa (8), Silvia Piranomonte (5), Sabina Sabatini (8)) e sono rimasto a dir poco sorpreso: non pensavo si potesse dire così tanto della nostra situazione e mi sono sentito davvero uno stupido scoprendo di non essere a conoscenza di tutto quanto c’è da sapere su un modo di vivere che è anche il mio (!).

Per certi versi, mi sento giustificato: come tutti i miei colleghi, non potevo che ignorare ciò che ho scoperto scorrendo le slide. Facendolo, mi sono infatti reso conto di quale fosse lo scopo dell’indagine partita in INAF uno o due mesi fa, allorché fu chiesto a quanti di noi sono borsisti, assegnisti o beneficiari di contratti a tempo determinato di compilare una tabella con i dati inerenti la nostra carriera astronomica dal conseguimento della laurea fino a oggi.

Vignette-astrofrontiere-5Forse buona parte del problema di molti di noi post-doc risiedeva proprio nel fatto di non conoscere a fondo tutto ciò che c’è da sapere della nostra situazione e delle connessioni profonde che essa ha con la condizione socio-economica del paese.

Spesso confondiamo la reale consapevolezza del problema con la nostra percezione personale di esso data dal vivere come precari. Se così è, l’effetto non potrà che essere il restringimento del nostro orizzonte conoscitivo, ma anche del nostro campo di azione, quindi della nostra effettiva capacità di incidere sul futuro della bolla personale che ci include, come anche di quelle limitrofe in contatto con essa.

Spero quindi che l’indagine condotta dai ragazzi autori del Power Point aiuti tutti noi a uscire da questa consapevole inconsapevolezza, permettendoci di inquadrare meglio il la nostra condizione di lavoratori precari.

Io purtroppo non potrò andare al meeting, ma sarò lo stesso presente in quanto Angelavignette-astrofrontiere-1 Bongiorno (5), Silvia Piranomonte, Marcella Di Criscienzo e Giuliana Fiorentino hanno avuto l’idea di chiedermi di condire con alcune vignette la presentazione di Michele che, come ho avuto modo di dir loro via mail, assomiglia a un vero e proprio corso universitario su “Teoria e analisi del precariato” di sicuro esaustivo.

Approfito allora di questo spazio per ringraziarle dell’opportunità che mi hanno offerto e che, come c’era da attendersi, ho colto al volo: bello poter dare un contributo personale a una causa che mi riguarda così da vicino.

Ed ecco il frutto di questo coinvolgimento: cinque vignette che spero possano aiutare a fissare meglio l’attenzione su un problema annoso del nostro come anche di tanti altri enti di ricerca.

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Nel disegnarle, mi sono allegramente immalinconito e so per certo (me lo hanno scritto via mail…) che diversi colleghi hanno reagito allo stesso modo.

Agli altri che non vivono sulla loro pelle il problema del precariato, auguro almeno di ridere di gusto. Inutile dire che, da autore di questi cinque “tasselli di denuncia”, entrambe le reazioni mi darebbero una certa soddisfazione.

SZ

1 – https://www.ict.inaf.it/indico/event/84/

2 – https://www.ict.inaf.it/indico/event/84/contributions

3 – INAF-Osservatorio Astronomico di Teramo

4 – INAF-Osservatorio Astronomico di Torino

5 – INAF-Osservatorio Astronomico di Roma

6 – INAF-Osservatorio Astronomico di Bologna

7 – INAF-Osservatorio Astronomico di Padova

8 – INAF-IAPS Roma

FameLab: riassunti di scienza

Scienza-e-Tv

Altri due appuntamenti musicali, di cui uno a sfondo scientifico.

Alle 19 di domani sera, presso il locale bolognese Scuderie, suonerò con un gruppo di colleghi astronomi e fisici alla finale bolognese del FameLab (1).

Di cosa si tratta? É presto detto: lo chiamano “l’X-Factor della scienza”, ma raccontarlo così mi infastidisce alquanto. Preferisco vederlo come il figlio povero, quello da tre minuti, dei TEDx (2), brevi conferenze della durata di una ventina di minuti circa in cui vengono raccontati argomenti che val la pena diffondere (traduzione di “ideas worth spreading”, slogan usato per riassumere cosa siano i TED).

Nel caso del FAmeLab, in quei tre minuti i concorrenti – sì, perché alla fine di gara si tratta – sono invitati a spiegare un tema scientifico, una ricerca, magari anche la loro stessa ricerca, cercando di essere coinvolgenti, abbastanza esaustivi, divertenti e quanto più possibile precisi.

L‘inscatolamento in tempi così ristretti può essere interessante, oppure no. Il mio giudizio al proposito oscilla e non posso fare a meno di pensare certi tentativi a volte come  chicche divulgative, altre come una pericolosa tendenza alla minimizzazione, alla “transistorizzazione estrema” di tutto, ma tant’é: pare che FameLab piaccia, di conseguenza questa manifestazione deve essere organizzata a tutti i costi.

Intravedo un filtrare prepotente di mode televisive nate in ambiti artistici anche nel mondo della divulgazione. Fare il Davide col Golia non credo che oggi possa premiare e di conseguenza mi adatto, ma sapere che la scienza viene equiparata all’arte non come di solito auspico, ma forse nel senso di banalizzarla, maltrattandola, così come l’arte – musica, balletto, … – viene banalizzata e maltrattata in certa televisione, non mi convince del tutto.

Forse il problema è che non ho mai visto un’edizione di FameLab. Sarà interessante trovarmici dentro e giudicarlo da quella posizione privilegiata con maggiore cognizione di causa.

Il mio coinvolgimento (non posso partecipare come concorrente avendo abbondamtemente superato l’età limite posta a 40 anni), caldeggiato dall’organizzatore Luca Valenziano, astrofisico e ottimo comunicatore dell’INAF-IASF di Bologna, doveva inizialmente essere solo in veste di “completamento” di un gruppo rock già rodato di fisici del CNR.

Purtroppo i vari componenti quella formazione hanno scoperto di essere impegnati altrove in congressi vari e quindi, da semplice astronomo aggiunto a un consesso fisico, sono di colpo diventato organizzatore del piano B.

Ho pensato allora di coinvolgere alcuni colleghi astronomi che, oltre a lavorare in uffici vicini al mio, fanno anche parte del gruppo Joe il Fotone (3), formazione che da qualche anno simpaticamente narra in chiave blues l’evoluzione cosmica.

Hanno risposto all’appello Antonio Sollima, astrofisico dell’INAF- OABO e sassofonista e Alessandro Romeo, dottorando in astrofisica dell’Univeristà di Bologna. A questa formazione si è poi aggiunto Tommaso Chiarusi, fisico dell’INFN e chitarrista e lo straniero della formazione: Gianluigi Santoro, amico carissimo di lunga data, costruttore di Skate-Board, laureato in SCIENZE giuridiche, quindi avvocato ma anche, ed è ciò che qui ci interessa, batterista.

Il nostro compito sarà quello di introdurre i vari concorrenti con brevi “stacchi”. Poi, a competizione ultimata, intratterremo il pubblico con una mezz’ora di musica varia, ottenuta dall’intersezione dei repertori di ogni singolo componente il gruppo.

Come dicevo, nutro dubbi sulla validità dell’operazione in generale, riassumibile come la somministrazione di dosi omeopatiche di scienza, che non disturbino troppo e che addirittura divertano, lasciando l’ascoltatore con la convinzione di saperne abbastanza di un certo tema e di poter quindi passare velocemente ad altro, a cose più cool. Di una cosa pertò sono abbastanza certo: noi musicisti ci divertiremo moltissimo!

Il secondo appuntamento musicale che annuncio qui è invece quello che mi vedrà Giovedì 12/3 al club One and More di Bologna, ex Praga, al fianco del cantautore Federico Stragà (4) e del suo chitarrista Aldo Betto.

In quella occasione avrò il difficile compito di sostituire l’armonicista titolare del gruppo, il bravissimo Marco Pandolfi (5), il quale suona con Stragà già da tempo.

Astrofisica, fumetto, cartone animato, musica, cinema… Tirando le somme, in questo periodo più che in altri mi ritrovo proprio a sguazzare in una bella e interessante zouppa!

SZ

1 – https://www.youtube.com/watch?v=SVIyfucn-pY&list=UL

2 – http://it.wikipedia.org/wiki/TED_%28conferenza%29

3 – https://www.youtube.com/watch?v=qnB2eisatKU

4 – http://it.wikipedia.org/wiki/Federico_Strag%C3%A0

5 – http://www.marcopandolfi.com/