Se il libro diventa uno stand

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Sono già passati tre anni dalla pubblicazione del libro dell’INAF Astrokids del quale mi sono occupato soprattutto in veste di illustratore.

Uscito per i tipi della casa editrice Scienza Express di Daniele Gouthier, curato da Stefano Sandrelli, responsabile nazionale della divulgazione INAF, e da Laura Daricello, è stato realizzato dalle varie sedi dell’Istituto Nazionale di Astrofisica che hanno contribuito fornendo ognuna uno o due capitoli scritti da loro ricercatori.

In un mondo editoriale nel quale dopo circa tre mesi dall’uscita nelle librerie un libro è oramai morto, è alquanto rassicurante scoprire whatsapp-image-2017-03-02-at-16-28-43-3che qualcuno periodicamente fa rivivere quella nostra pubblicazione organizzando piccoli eventi basati sulla spiegazione degli argomenti in essa trattati.

whatsapp-image-2017-03-02-at-16-28-43-1Stavolta è stato fatto di più: Caterina Boccato ha  realizzato un prototipo di stand nel quale il personaggio di Martina la Tremenda, protagonista del libro nata dalla penna di Stefano Sandrelli e dai miei pennelli, assume dimensioni tali da competere in altezza con i bambini che si spera di attirare.

Non so se chiamare in causa una certa inappetenza culturale di molti italiani,  l’eccesso (secondo alcuni) di libri che vengono pubblicati – e che, se è vero quanto si vocifera, non sempre emergono da un controllo severo della loro qualità -, lo strapotere di alcune grosse case editrici che, pur senza porselo come progetto preciso, di fatto soffocano  le piccole realtà editoriali o chissà quali altri motivi; fatto sta che il libro pare proprio non farcela da solo e per aiutarne uno come Astrokids a prolungare la propria vita pare proprio non esserci altro  da fare che costruirgli attorno tutto un mondo di solidi stand, gadget, musiche, film, app, …

So che quanto scrivo può sembrare un’invettiva contro il nuovo modo di vivere le cose dawhatsapp-image-2017-03-02-at-16-28-43-2 contraporre a quello vecchio e aureo in cui il “solo” libro bastava a costruire mondi immaginati che ancora rifocillano la fantasia di persone nate nel ‘900, ma non è così.

Si tratta piuttosto della presa di coscienza –  in questo caso, compiaciuta (già, in fondo stanno usando le immagini che ho disegnato io…) – della mutata condizione del medium culturale libro che, a meno che non si tratti di uno di quelli scritti da personaggi dotati di un certo carisma e di una certa notorietà conquistata in televisione o chissà dove/come, pare proprio necessitare di ingenti ausili supplementari.

Chissà, magari ciò che sospetto è vero, o forse no. Fatto sta che ogni tanto ancora qualcuno afferma di aver visto Martina la Tremenda in giro.

whatsapp-image-2017-03-02-at-16-28-43Dicono pure che stia bene e che si diverta molto ad incontrare un bel po’ di bambini ai quali racconta le sue avventure nello spazio.

Non posso che rallegrarmene sperando che prima o poi qualcuno si decida a ripetere l’operazione curando una pubblicazione con di nuovo lei come protagonista o suo fratello, se ne ha uno.

SZ

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