Piccoli Blogger, unitevi!

Liebster award

Il mo amico Matteo Gaspari (https://dailybaloon.wordpress.com/), collega astrofisico e grande esperto di fumetti, mi ha tirato dentro una catena di Santa Alleanza per la crescita e la diffusione dei piccoli e medi blog.

Si tratta del Liebster Award (http://theglobalaussie.com/the-official-rules-of-the-liebster-award-2016/),  iniziativa che dovrebbe servire a pubblicizzare l’esistenza di una parte sommersa della rete nella quale si agita tanto. In quella parte sommersa vi è anche il mio calamaro che sguazza non visto nel buio più totale.

Pur non nutrendo particolare simpatia verso iniziative del genere, ho pensato che in fondo mi potrebbe convenire non essere sempre così schizzinoso e ho voluto accogliere la cosa come una bella occasione. Se così non sarà, mi consolerò sperando di avere creato una limitata quantità di spam.

Le 7 noiosissime regole per partecipare all’Evuòrd sono le seguenti:

1 – Ringraziare chi ci ha premiato

2 – Scrivere qualcosa sul blog che preferite

3 – Rispondere alle 11 domande del blogger che ci ha nominato

4 – Scrivere, a piacere, 11 cose su di te

5 – Nominare a tua volta dai 5 agli 11 blog con meno di 200 followers

6 – Formulare 11 domande per i blogger nominati

7 – Informare quei 5-11 blogger della grande fortuna che gli è capitata

e mi accingo ad affrontarle una a una:

1 – Ringrazio Matteo (https://dailybaloon.wordpress.com/) per avermi tirato dentro e in cambio del grande successo che mi procurerà questa operazione gli prometto un bel caffé da prendere alla macchinetta del nostro istituto. Diversamente, dovesse rivelarsi tutto un gran fiasco, gli offrirò ben 2 (diconsi due) caffé ritirandoli da quella stessa macchinetta: uno di quei caffé infatti porta molto vicini al decesso, ma due sono ben oltre la dose considerata letale per un individuo in normali condizioni di salute..

2 – Diciamo che non sono propriamente un assiduo frequentatore di blog, anzi. Sono padre; pur se precario, ho un lavoro che mi impegna diverse ore al giorno e ne ho altri che mi mangiano le rimanenti. Oltre a tutto questo, tener dietro al mio blog è un ulteriore lavoro, nel mio caso non retribuito. Questo fa sì che, quando finalmente ho tempo per trastullarmi con altro, difficilmente lo spendo andando a vedere cosa i miei colleghi stanno scrivendo di bello. Se leggo i blog di qualcuno è perché mi imbatto in quegli articoli per altre vie, mentre sto cercando cose che mi interessano davvero e sulle quali loro casualmente hanno scritto. Però le regole sono regole, e allora ecco qualche complimento ad altri ottimi autori che vivono nello stesso recesso di rete visitato da pochissimi (almeno credo…)

Condivido con Matteo (https://dailybaloon.wordpress.com/) una grande passione per il fumetto e apprezzo molto ricevere la notifica di sue recensioni su albi che probabilmente non leggerò mai. Sì, perché se un tempo amavo il fumetto (disegnato bene. Che significa? Magari ne parliamo un’altra volta) tout court, oggi invece mi interessa quasi esclusivamente un certo tipo di produzioni che definirei “scientifiche”. Si tratta di un filone fumettistico non molto battuto, quindi non molto recensito. Insomma, leggo poco di roba altrui. Matteo ha uno stile lineare, piacevole, rilassato mediante il quale regala una sua personalissima selezione di quanto di importante viene pubblicato nel mondo dei comics.

Condivido molto anche con altri autori. In particolare, mi piace la fetta di mondo che si osserva con la lente di Stefano Covino, un altro collega (http://mitescienza.blogspot.it/): una fetta per molti versi sovrapponibile a quella che osservo io. Così tanto sovrapponibile da farmi meritare anche una citazione nel suo ultimo articolo. Insomma, sono ancora una volta molto autoreferenziale (ma perché non odvrei? Sono nel mio blog!).

3 – A questo punto, mi si chiede di rispondere a undici domande elaborate da chi mi ha nominato. Eccole:

1) Film o serie tv?

Film

2) Streaming o download?

Streaming

3) Quali sono il libro, il fumetto, il film e la serie tv che più ti hanno colpito negli ultimi tempi?

DIciamo che è da un po’ che non provo particolari sensazioni nel leggere libri, fumetti o nel guardare film. Continuano tutte a essere attività nelle quali credo e nelle quali investo molto tempo e denaro, ma è da tanto che in cambio ottengo solo un certo prevedibile benessere senza arrivare a toccare particolari livelli di gratificazione.

4) Ascolti della musica mentre scrivi sul blog? Se sì, quali generi ti deconcentrano e quali invece ti aiutano a stare sul pezzo?

Sì, ne ascolto tanta e, considerandola molto importante, la cito tra i “credits” dell’articolo che pubblico. Di solito si tratta di brani classici o presi dal repertorio jazzistico. Difficilmente ascolto della musica rock o pop e, quando capita, è raro che io lo faccia per motivi squisitamente musicali. É più facile che una particolare canzone sia per me importante in quanto indissolubilmente legata a bei ricordi adolescenziali.

5) Qual è il tuo supereroe preferito?

Lo so di rischiare di attirare moltissimi commenti negativi, ma devo essere sincero: non ho mai amato i supereroi e, nonostante io abbia una vasta e varia collezione di fumetti, credo proprio di non possedere nemmeno un albo della Marvel & affini. Se però Matteo insiste, sceglierò l’Uomo Ragno e Capitan America. Credo di avere sempre preferito questi personaggi ad altri di quell’universo mitologico per il loro essere tra i più sobri nell’aspetto, nei modi e nei poteri che mi sembrano molto più umani e meno super di quelli posseduti da altri.

6) Qual è stato il primo fumetto (o libro, in mancanza di fumetti) che hai letto? Dal punto di vista emotivo, come lo ricordi?

Credo che il mio primo incontro col fumetto sia avvenuto col Corriere dei Piccoli. Lì di personaggi interessanti ve ne erano davvero molti. Poi, dopo non molto, sono passato al Corriere dei Ragazzi, a Topolino, a Tex, Zagor, Comandante Mark… Se penso alla bellezza di quegli albi, se mi ricordo di averli persi tutti e a come all’epoca tentassi di riprodurre a matita o a penna quelle immagini, provo una vertigine.

7) Fai parte del Nuovo Ordine Mondiale?

No, faccio parte del Vecchissimo Disordine Locale

8) Qual è il tuo gruppo musicale o cantautore o compositore preferito?

Matteo, non volermene: i musicisti e i compositori che ammiro sono così tanti che perderei una giornata intera a elencarli tutti ottenendo solo di apparire spocchioso. Non ho un autore preferito. Amo molta, moltissima musica. Di più non so dire.

9) Quando leggi, cosa ti colpisce di più? Trama o forma?

Non me lo sono mai chiesto. In futuro ci farò caso.

10) Quando hai fisicamente aperto il tuo blog, cosa ti ha dato la spinta per passare da “è una cosa che voglio fare, adesso mi ci metterò” a “ora lo faccio”?

Il punto di non ritorno è stato segnato dal fatto stesso di avere prenotato questo spazio in rete. Nel momento stesso in cui Squid Zoup è divenuto visibile on-line, ho sentito di avere contratto un impegno con me e con gli internauti: dovevo metterci dentro qualcosa.

11) Qual è stata la più grande soddisfazione che il tuo blog ti ha dato?

Avere un blog mi fa stare bene. Come ho già detto in qualche articolo passato, mi ristabilisce un certo equilibrio interiore bilanciando una piccola parte di ciò che ho dentro con ciò che ho finalmente buttato fuori. Quando poi ho presentato al Congresso della Società Astronomica Italiana (SAIt) del 2012 il poster “Comunicare l’astrofisica con un blog” e ho vinto il primo premio come miglior poster di divulgazione, sono tornato a casa decisamente soddisfatto. Come ho già detto più su, ultimamente Stefano Covino (mitescienza.blogspot.it) mi ha dedicato parte di un suo articolo e Claudia Mignone ha deciso di pubblicare un fumetto di Squid Zoup (https://squidzoup.com/…/panspermia-e-spermaceti-prima-parte/) in un sito di arte e astronomia (https://rosetta-art-tribute.tumblr.com/page/2). Sono di certo tre eventi che mi riempiono di gioia e soddisfazione, stimolandomi a fare meglio e di più.

4 – Ora devo scrivere 11 cose su di me. Sarei tentato di optare per il “rito abbreviato” riportando qui la ricetta di Squid Zoup che trovate in intestazione a questa pagina. Lì di ingredienti ve ne sono anche di più di undici, ma se proprio devo aggiungere qualcosa, direi che 1) sono molto stanco della mia situazione lavorativa da precario che sta da tempo intaccando il mio equilibrio psico-fisico-familiare; 2) vorrei avere molto più tempo da dedicare a questo blog; 3) quindi dico che mi scuso con quei pochi che ancora mi seguono (mi seguite ancora? C’è rimasto qualcuno lì fuori? Ehiiii!!!…); 4) dico che pur non essendomi mai risparmiato molto, sono reo di essermi trastullato con la stupida idea che il futuro mi avrebbe regalato dei bonus di qualche tipo. Questo fa sì che io abbia accumulato così tanti progetti di libri, dischi, fumetti, articoli, … da avere oramai superato il quantitativo affrontabile nel breve lasso di tempo di una vita umana. Chiedo qui ufficialmente a chi di dovere (?) un’appropriata extended play della mia partita personale; 5) ho un bisogno incontenibile di stare con mio figlio 6) ascoltando musica classica o jazz 7) e sorseggiando, ma soprattutto annusando, un goccio di Laphroig invecchiato dieci anni nelle botti di Porto (no, non sono qui a millantare di essere un esperto di Whiskey o di vini. So che fa figo, ma io non lo sono. Semplicemente qualcuno mi ha fatto conoscere i torbati e mi sono piaciuti parecchio, specie il Laprhoig. Ci sarebbe altro da dire su questo argomento, ma forse conviene che io mi tenga buoni dei temi per quei momenti in cui non so proprio cosa scrivere in questo spazio…; 8) sento il bisogno di leggere un po’ di narrativa. É da troppo che affronto solo articoli e saggi e temo di essermi un po’ inaridito; 9) vacanza? Qualcuno ha parlato di vacanza? Sarebbe ora di farlo, no? 10) a questo proposito, amo il mare. Sì, la montagna è stupenda, incredibile, affascinante, … ma il mare è il mare e ritengo non sia il caso di usare altri aggettivi. Mare per me è sostentivo, aggettivo, verbo, … Ecco, voglio andare in vacanza al mare con la mia famiglia; 11) Estate per me vuol dire anche fare un bel po’ di concerti in giro. Concerti al mare. Direi che non posso chiedere di meglio.

5 – Ora il gioco prevede che io nomini altri 5-11 blogger. Allora regalo questa (si spera) utile rottura di zebedéij a Stefano Covino, ai Gerebros, a Mariantonietta Montone, a Marco Fulvio Barozzi, a Marco Castellani e a Sabrina Masiero che nell’ordine gestiscono i seguenti blog:

1- mitescienza.blogspot.it

2- https://gerebros.wordpress.com/

3- https://relaxingcooking.wordpress.com/

4- http://keespopinga.blogspot.it/

5- http://blog.marcocastellani.me/

5- http://tuttidentro.eu

Mi scuso con eventuali blogger che ho dimenticato. Chissà: se sapessero che ho scordato di citarli, forse me ne sarebbero grati…

E ora passiamo a formulare le 11 domande per coloro che ho nominato.

1- In che ambienti amate scrivere di solito?

2- Quale pensi possa essere l’evoluzione futura del blog?

3- Cosa vi aspettate dalla vostra attività di blogger?

4- Secondo voi perché avete (abbiamo) pochi followers?

5- Vi piacerebbe fare il blogger di professione?

(Accidenti, undici domande sono proprio tante…)

6- Quando hai inaugurato il tuo blog, quale pensavi sarebbe stata la cadenza con la quale vi avresti scritto ?

7- Se organizzassero un congresso nazionale dei blogger (magari blogger scientifici), parteciperesti?

8- Nella tua percezione, quali sono le differenze più importanti tra l’avere un blog e l’avere una pagina personale molto attiva in un qualsiasi social network?

(Altre tre domande. Sto davvero soffrendo…)

9- Quanti parenti annoveri tra i tuoi followers?

10- Come ti senti quando ti rendi conto che è un po’ che non pubblichi nulla? Pensi di essere o di poter diventare un blog-addicted?

11- E ora la cosa che mi interessa di più: dopo aver letto tutto e essere stato da me impunemente nominato, … mi odi?

Argh! Pant! Puff! Ho finito.

Sono a pezzi.

Ora avverto tutti e poi mi regalerò una vacanza.

In soggiorno

 

SZ

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4 thoughts on “Piccoli Blogger, unitevi!

  1. No, non lo è affatto.
    É peggio.
    Il suo gusto è dato dal fatto di costare 40 centesimi (35 con la chiavetta), un prezzo bassissimo che trovo comunque alto per quella brodaglia. Dopo pranzo, prendo sempre lì il caffé e lo faccio esclusivamente per tre semplici motivi: 1) ci si trova con molti colleghi a fare chiacchiere spensierate, 2) costa molto meno che al bar, 3) voglio morire

  2. Devo riconoscere a me stesso di aver conosciuto qualche anno fa ormai, una persona veramente unica nel suo genere e ne sono veramente fiero ! Ciao max

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